IL RISCHIO ANTINCENDIO

La Legge Quadro Nazionale in materia di Incendi Boschivi (n°353) del 21 novembre 2000 nasce dalla diffusa
convinzione che l'approccio più adeguato per perseguire la conservazione del patrimonio boschivo (bene
insostituibile per la qualità dalla vita, Il modello organizzativo in materia di antincendio deve prevedere un'azione di coordinamento tra le varie realtà interessate (Amministrazioni Centrali, Regioni, Province, Comuni, Comunità Montane, Volontariato) affinchè l'azione di contrasto agli incendi risponda ai principi dell'efficienza, dell'efficacia e dell'economicità. La Legge 353 obbliga quindi le Regioni a dotarsi del Piano di previsione e prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi


l’incendio boschivo è un fuoco di vegetazione “boschiva” che può diffondersi sul territorio, strutturato in fronti e che ha potenzialità di evolvere in situazioni che hanno caratteristiche diverse da quelle iniziali. I tratti topici del suo sviluppo nel tempo e nello spazio

Fattori climatici: il periodo con maggior grado di pericolosità in Lombardia è quello che va da dicembre ad
aprile compresi. Bassa umidità relativa, evaporazione e secchezza del terreno, scarse precipitazioni
costituiscono fattori rilevanti per il pericolo di incendio boschivo.

L’esposizione a sud dei versanti–terreni accentua di molto l’insorgenza e la propagazione del fuoco. Il Vento favorisce la ricettività degli incendi, il rinvigorimento e la propagazione del fuoco. Di seguito il grafico con le frequenze medie mensili degli incendi.

Fattori vegetazionali (contenuto di acqua nella parte fogliare, presenza sul terreno di lettiere, necromassa,
ramaglia, grado di copertura arborea e diffusione spaziale della vegetazione);
Fattori ambientali ed antropici (massimo rischio di innesco lungo la rete viaria-ferroviaria o in presenza di
attività umane a ridosso dei boschi). Come si evince dalla Figura 23 tratta da (Piano Regionale AIB) la causa di
innesco di un incendio boschivo rimane sempre, salvo casi eccezionali, di natura antropica colposa o dolosa.

Alle Regioni compete l’attivazione delle sale operative per consentire l’attivazione operativa delle squadre per lo spegnimento di terra e dei mezzi aerei regionali (in genere elicotteri) degli incendi boschivi, formate da personale regionale, volontari e vigili del fuoco, al Dipartimento della Protezione Civile, attraverso il COAU - Centro Operativo Aereo Unificato, è invece affidato il coordinamento dei mezzi della flotta aerea antincendio dello Stato, che si compone di mezzi Canadair CL-415 ed elicotteri S-64 di proprietà del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile

LA PREVISIONE

L'attività di previsione consiste nell'individuare le aree e i periodi a rischio incendio boschivo, nonché gli indici di pericolosità elaborati sulla base di variabili climatiche e vegetazionali, la cui applicazione è determinante per la pianificazione degli interventi di prevenzione e di spegnimento. L’attività di previsione, ma più in generale il sistema di allertamento, si avvale delle previsioni delle condizioni di pericolosità dei possibili incendi boschivi e dei conseguenti scenari di rischio non solo in aree boscate e rurali, ma soprattutto periurbane.

LA PREVENZIONE

L'attività di prevenzione consiste nel mettere in campo azioni mirate a ridurre le cause e il potenziale innesco d'incendio e interventi finalizzati alla mitigazione dei danni conseguenti. Per questo fine sono utilizzati tutti i sistemi e i mezzi di controllo e vigilanza delle aree a rischio e in generale le tecnologie per il monitoraggio del territorio. Il fattore umano è di fondamentale importanza nell'attività di prevenzione: la maggiore percentuale di incendi è infatti riconducibile a comportamenti scorretti dell’uomo, sia volontari che involontari

DEFINIZIONE E FASI DI UN INCENDIO

L'incendio è una reazione ossidativa non controllata che si sviluppa senza limitazioni nello spazio e nel tempo dando luogo, dove si estende, a calore, fumo, gas e luce.

Tecnicamente intendiamo la reazione di ossido-riduzione esotermica in cui un combustibile si ossida e un comburente si riduce, tramite una fonte di innesco.

I Combustibili sono sostanze in grado di reagire con l’ossigeno o con altro comburente, producendo energia termica. Possono essere classificati in base allo stato fisico differenziandosi in combustibili solidi, liquidi e gassosi, in grado di produrre energia termica a seguito di una reazione di combustione. Caratteristica fondamentale di ogni combustibile è il proprio potere calorifico ossia la quantità massima di energia che può essere ottenuta dalla combustione completa di una quantità unitaria di combustibile in condizioni standard. Ogni materiale ha una sua temperatura caratteristica oltre la quale continua a bruciare e sotto la quale, invece, tende a esaurirsi,
la cosiddetta Temperatura di Accensione

I Comburenti sono tutte quelle sostanze in grado di ossidare i materiali combustibili, il più comune è l’ossigeno contenuto nell’aria. Altre sostanze ossidanti, sia liquide che solide o gassose che permettono la combustione, sono il nitrato di potassio, il permanganato di potassio, l’acqua ossigenata, il cromil flashover è una fase dello sviluppo di un incendio al chiuso nel quale tutte le superfici esposte raggiungono la temperatura di accensione più o meno contemporaneamente e il fuoco si propaga rapidamente a tutto il compartimento.ato di potassio e il protossido d’azoto.

Le Fonti di Innesco sono quelle sorgenti di calore utili a innalzare la temperatura del combustibile durante il processo di combustione.

fase di ignizione, fase di propagazione, incendio generalizzato (flash over), estinzione e raffreddamento.

La propagazione della reazione di combustione avviene senza apporto di energia dall’esterno, sfruttando il calore prodotto dalla combustione stessa.

il flashover è una fase dello sviluppo di un incendio al chiuso nel quale tutte le superfici esposte raggiungono la temperatura di accensione più o meno contemporaneamente e il fuoco si propaga rapidamente a tutto il compartimento.

L'estinzione di un incendio può avvenire per raffreddamento (riduzione della temperatura del combustibile al disotto del limite di accensione), sottrazione del combustibile (allontanamento o segregazione del combustibile non ancora interessato dalla combustione), soffocamento (eliminazione del contatto tra combustibile


LA CLASSIFICZIONE ANTINCENDIO

ISO 3941:2026

  • Classe A: I Solidi (Combustibili Ordinari)

​Riguarda materiali organici solidi che, bruciando, formano brace.

​Dinamica: La combustione è sia superficiale che profonda.
​Estinzione: L’agente principe rimane l’acqua, che agisce per raffreddamento abbassando la temperatura del combustibile sotto il punto di accensione.

  • Classe B: I Liquidi Infiammabili

​Include idrocarburi, solventi e alcoli.

​Dinamica: Bruciano solo in superficie dove i vapori si miscelano con l’ossigeno.
​Estinzione: Si agisce per soffocamento. La schiuma crea una pellicola che separa il liquido dall’ossigeno, mentre la polvere chimica interrompe la reazione a catena.

  • ​Classe C: I Gas 

​Metano, GPL e Idrogeno.

​Protocollo: La norma ribadisce un concetto critico: l’estinzione non deve avvenire prima di aver intercettato il flusso di gas, per evitare la formazione di nubi esplosive.

  • ​Classe D: I Metalli

​Magnesio, Potassio, Alluminio in polvere.

​Rischio: L’uso di acqua su questi fuochi causa la dissociazione della molecola H_2O, liberando idrogeno e provocando esplosioni violente. Richiedono polveri specifiche a base di cloruro di sodio o grafite.

Classe F: Oli da Cucina

​Specificamente dedicata agli apparati di cottura.

​Distinzione: Gli oli vegetali hanno un’inerzia termica altissima. Gli estintori di Classe F agiscono per saponificazione, creando una barriera spessa che raffredda e isola l’olio.

La Classe L (Batterie agli Ioni di Litio)

​La vera novità della ISO 3941:2026 è la codifica della Classe L. In precedenza, questi incendi venivano erroneamente gestiti come fuochi elettrici o di classe D.

​Il Fenomeno del Thermal Runaway: Le batterie al litio, in caso di cortocircuito o danno termico, generano una reazione esotermica auto-alimentata. La batteria produce il proprio ossigeno internamente, rendendo inefficace il semplice soffocamento con CO_2.
L’approccio della Norma: La Classe L richiede agenti con un altissimo potere radiante e refrigerante. L’acqua nebulizzata in grandi quantità o additivi incapsulanti (come l’F-500) sono attualmente gli standard raccomandati per penetrare nelle celle e interrompere la propagazione del calore.